Si rivolge allo studio legale Pagnotta un socio di minoranza di una società per azioni, il cui socio di maggioranza, nonché padre del cliente, a seguito di alcune patologie mentali che incidono sulla propria capacità di agire, viene sottoposto a diverse misure di protezione.
Si apre quindi, una lunga parentesi di volontaria giurisdizione che incomincia con un decreto di apertura di amministrazione di sostegno di tipo rappresentativa, per poi giungere sino alla pronuncia di interdizione con la nomina di un tutore che rappresenta legalmente l’incapace, detentore del pacchetto di maggioranza di una s.p.a.
Dunque, la volontaria giurisdizione che non è una giurisdizione contenziosa, in un’ipotesi come quella in oggetto – in cui ci si trova a dover contrastare un serio rischio di cessione d’azienda a terzi ad un prezzo inferiore al reale valore di mercato – diventa la cornice per l’acquisizione di prove volte a salvaguardare l’integrità non solo della partecipazione azionaria ma anche dell’intero patrimonio del soggetto sottoposto a misure di protezione, nell’interesse dei vari soggetti-figli coinvolti nel passaggio generazionale iure successionis (mortis causa). Ecco che il contributo dell’avvocato all’interno di un procedimento di volontaria giurisdizione diventa di fondamentale importanza per risolvere questioni di diritto sostanziale.
#elevatavvocatura
